Lo strano caso SEO | Wikipedia

SEO | Wikipedia è un binomio d’eccellenza, come il cacio sui maccheroni. Ma senza calorie e molte cose da insegnare.

Non esiste probabilmente sul Web un’accoppiata così riuscita: SEO e Wikipedia. Ci riflettevo qualche tempo fa quando cercai la sigla con Google per vedere com’era combinata la SERP: l’enciclopedia online, manco a dirlo, era (e ancora è) in cima alla lista non con uno ma con due link.

Più di recente in proposito mi sono venute in mente due domande (la bivalenza a questo punto potrebbe valere una cabala). La prima: perché il sito internazionale è così coccolato dai motori di ricerca? La seconda: cos’ha da imparare da quelle pagine un Search engine optimizer?

La verità che nessuno vuol sentire.

Nel tentativo di rispondere alla questione numero 1 ho fatto un po’ di zapping digitale e tra i contenuti più interessanti in cui sono incocciato c’è quello che s’intitola: “Wikipedia sempre prima su Google: la verità sul SEO che nessuno vuol sentire” di Econsultancy (e già dall’introduzione la lettura pareva interessante). Ebbene: secondo quanto riporta l’autore dell’articolo – confortato dalle fonti citate – l’enciclopedia domina le Search engine results page di BigG per il 99% delle parole chiave. Sì, il concetto è chiaro quanto sorprendente: che sia la composizione di un cetriolo o il numero di scarpe di Balotelli, qualunque cosa chiediate ad Internet la risposta la dà l’omni-dizionario online, in una posizione che varia dalla prima (56%) alla settima (1%). Perché? – si domanda il redattore. Ed ecco le sue (in gran parte) condivisibili soluzioni:

  1. Contenuti super approfonditi.
    • Qualunque argomento venga affrontato non conta meno  di un migliaio di parole, a meno che non si tratti di qualcosa che non importa a nessuno.
  2. Target estremamente definito.
    • Ogni articolo ruota attorno ad un unico termine, un solo tema. Non si scappa. Gli autori, d’altra parte, non devono mai preoccuparsi della long tail!
  3. L’autorevolezza non è acqua.
    • Il numero di backlink complessivo ad oggi è pari a 800 milioni secondo MajesticSEO. Più uno da questo articolo che dovrà ancora essere conteggiato.

L’articolo prosegue con altre considerazioni, come l’eccellente struttura di link interni garantiti dalla piattaforma OpenWiki. Noi però adesso ci fermiamo qui, per passare alla seconda delle due domande avanzate in precedenza. La ripeto come promemoria.

SEO punto forte di Wikipedia: sempre prima nelle SERP.

In che modo il binomio SEO | Wikipedia può tornare utile ad un “optimizer“?

Intanto, direi, è benefico poter prendere atto che c’è sempre qualcuno più in gamba di noi. In secondo luogo abbiamo la conferma che non ci sono Panda o Pinguini che tengano, se l’autorevolezza (la qualità e la quantità dei link in entrata) è grande, l’anzianità pure e i contenuti sono ben curati (tanto da farsi leggere perché hanno sempre la risposta che cerchi, giusta o sbagliata che sia).

C’è anche da considerare che Wikipedia è affermatissima non soltanto sul Web, ma anche tra i social media: chi di noi non l’avrà citata almeno una volta su Facebook o Twitter?

Un’altra cosa che personalmente posso credere di aver imparato è che il bounce rate non è un fattore determinante, se Google ha modo di filtrarlo ad esempio attraverso il tempo di permanenza dei visitatori. Non ho i dati analitici dell’enciclopedia libera ma credo che, a fronte della tentazione di approfondire attraverso gli innumerevoli link interni che ciascuna pagina contiene, la maggior parte degli utenti se la svigna dopo aver appreso il concetto fondamentale che cercava.

A proposito: prima che questo articolo diventi prolisso, e mandi alle stelle il mio di bounce rate, voglio fare una considerazione sui link nofollow adottati dalla “grande W” per le citazioni esterne. Servono a qualcosa se puntano sul nostro sito? O i motori non se li filano per niente? Corre in aiuto un altro interessantissimo post pubblicato da UbSpot, che raccoglie il parere di diversi luminari. Il più interessante è quello che sintetizza l’uovo di Pasqua: “I link senza seguito non vengono presi in considerazione da Google e Bing, non aiutano a migliorare il ranking. Ma portano traffico, che a sua volta genera lead, conversioni, e incoraggiano altri siti a linkare. Con o senza attributo nofollow“.

Interessante, no? E voi della gustosa accoppiata SEO Wikipedia cosa pensate?

1 pensiero su “Lo strano caso SEO | Wikipedia

  1. Penso che sia un’accoppiata molto interessante. In effetti più volte mi sono chiesto com’è che Wikipedia fosse sempre lì tra i primi e oggi ho pensato di cercare una risposta a questa domanda. Il guaio è che ormai fa parte della nostra cultura, nel senso che se vogliamo cercare qualcosa online i passi comuni (nella maggior parte dei casi) sono: Google -> Wikipedia. Si sente persino dire: “cercalo su Wikipedia” come se fosse la Bibbia della conoscenza umana. Bè in parte lo è, ma non vuol dire che tutto sia corretto, ben scritto e davvero utile.

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