Velocizzare WordPress | Cache, plugin, temi e trucchi.

Vuoi velocizzare WordPress? Sei nel posto giusto: ti svelo tutte le soluzioni che – creando e ottimizzando i miei blog e quelli dei miei clienti – ho sperimentato personalmente.

Per velocizzare WordPress esistono due opzioni. Ma se desideri risultati concreti conviene prenderle entrambe in considerazione:

  1. scegliere un hosting capace di assicurare ridotti tempi di risposta, e che si distingua per una buona struttura hardware ed una configurazione software ad hoc;
  2. intervenire direttamente sul CMS, gestendone oculatamente estensioni e configurazione.

Velocizzare WordPress

In questo post ti parlerò dell’uno e dell’altro argomento, cercando di farlo in modo semplice e dettagliato, con l’obiettivo di confidarti tutte le soluzioni che io stesso adotto per velocizzare WordPress.

Perché in un blog le buone prestazioni hanno un impatto drammatico su:

:: SEO | Le performance rappresentano un requisito fondamentale per la migliore indicizzazione presso i motori di ricerca. Google non farebbe bene il suo mestiere se mettesse in evidenza pagine dal caricamento interminabile.

:: Tasso di rimbalzo | Un sito che si sfoglia rapidamente non si trova ad ogni angolo, e quindi i visitatori tendono a fermarsi: se anche i contenuti sono di buona qualità, perché andare via?

:: Conversioni | Tra due e-commerce che offrono lo stesso catalogo di prodotti, con prezzi identici, vende di più quello che garantisce performance superiori. È come scoprire l’acqua calda ma credimi: ho conosciuto tanti commercianti che trascuravano questo aspetto.

:: Popolarità | Un contenuto facilmente e velocemente condivisibile viene citato più spesso.

Come vedi, velocizzare WordPress non è affatto un capriccio ma piuttosto il presupposto per avere successo nel mondo dei nuovi media, sia in termini di fama che di guadagni. Dunque, diamoci da fare.

Velocizzare WordPress: è ora di cambiare hosting?

Ho già un server, è obiettivamente lento, ma cambiarlo mi costerebbe caro e sarebbe veramente impegnativo“: se parti con questi dubbi sei fortunato, perché per te ho già una soluzione economica e per nulla faticosa.

Siteground, fornitore internazionale di servizi Web, offre hosting condivisi che fanno al tuo caso: buona assistenza (rispondono anche via telefono, in Italia e nella nostra lingua), prezzi contenuti (meno di 4 Euro al mese) e prestazioni superiori, e si prendono pure la briga di trasferire gratuitamente il sito.
Insomma: l’ideale per velocizzare WordPress.

Questo blog poggia proprio sui server di Siteground: puoi sfogliare WOM!SEO per saggiare il grado di reattività assicurato dal piano che io stesso ho scelto. Ma puoi anche misurarne il “Response Time” con un tool come questo (seleziona il proxy “Munich” e ripeti l’analisi due / tre volte, per apprezzare anche l’effetto della cache).

Nel caso volessi passare al nuovo hosting ti faccio poche ma credo importanti raccomandazioni:

  1. richiedi immediatamente il trasferimento di WordPress;
  2. scegli la collocazione europea (Amsterdam, crocevia delle principali dorsali Internet di tutto il mondo);
  3. tramite il pannello di controllo attiva subito la “Super Cache”, ideale per velocizzare WordPress.

Se il blog è nuovo ancora meglio: il nome di dominio che sceglierai è compreso nel prezzo. In più, se non sei un esperto di CMS ti tornerà particolarmente utile la funzione “staging”, che permette di testare qualunque modifica su configurazioni e layout prima di pubblicarla.

Quando poi il tuo blog ti renderà ricco e famoso potrai valutare altre soluzioni destinate a velocizzare WordPress, significativamente più costose, come i VPS o i server dedicati.

I temi ed i plugin per velocizzare WordPress.

Tieni in conto che – pur in misura variabile – qualunque estensione tende ad aumentare i tempi di caricamento di un sito.

Perciò se rientri nella categoria degli installatori compulsivi di plugin non ti dico di smettere, ma ti offro un consiglio: attivane non più di uno al giorno e, per prendere consapevolezza di eventuali rallentamenti, misura ogni volta le performance tramite il tool che ti ho suggerito in precedenza. Oppure puoi usarne un altro che trovi sul sito della mia azienda, handergy.com, che ho approntato io proprio per questo scopo.

Ci sono poi plugin che invece sono indispensabili per velocizzare WordPress:

:: W3 Total Cache | Lo preferisco di gran lunga alle alternative, per quanto richieda una certa cautela in fase di impostazione. Tra le varie opzioni tu attiva soltanto Minify “Manual” (e spunta “Inline CSS minification”, “Inline JS minification”, “Line break removal”) e la “Browser Cache”, avendo cura con quest’ultima di spuntare la voce “Set expires headers” (lasciando tutto il resto invariato).

:: WP Widget Cache | Permette al browser dei visitatori di salvare in locale tutto il contenuto dei widget presenti nelle sidebar e nel footer (o altrove). Funziona, ed è un’ottima trovata per velocizzare WordPress.

Non me la sento invece di consigliarti specifici template (se vuoi possiamo parlarne su Twitter, dove generalmente sono più attivo, o tra i commenti a questo post). Piuttosto ti raccomando di scegliere temi che già nella versione demo online si mostrino pronti e reattivi.

Se desideri assicurarti preventivamente che i template di tuo gradimento abbiano effettivamente tutti i requisiti per far correre WordPress usa lo strumento di cui parliamo nel prossimo paragrafo.

Google Page Speed: la bacchetta magica.

Per velocizzare WordPress estensioni e server dalle elevate prestazioni non bastano: bisogna evitare che la struttura del tuo blog si riveli un collo di bottiglia.

A scongiurare il pericolo ci pensa un tool fornito da Google, il cui utilizzo è alla portata di tutti: Page Speed. Lo si può installare su Chrome e Firefox, o lo si può usare direttamente online.

Google Page Speed fa un’analisi approfondita di tutte le variabili che possono rallentare o velocizzare WordPress, e segnala gli interventi necessari elencandoli in ordine di urgenza.

Non solo: in gran parte dei casi fornisce anche la versione ottimizzata delle immagini e quella minimizzata del codice (HTML, CSS e JS). Insomma: tassativamente dopo un backup, a te lascia soltanto il compito di sostituire i vecchi file con i nuovi attraverso un client FTP.

Dove non arriva Page Speed c’è in effetti bisogno di uno specialista. È il caso ad esempio dell’ordinamento di stili e JavaScript, o del rimandare il caricamento di questi ultimi. Ma non fartene un cruccio: c’è tempo per fare le cose in grande. Piuttosto presta attenzione al nuovo argomento che stiamo per affrontare.

Velocizzare WordPress attraverso le immagini.

Uno dei fattori determinanti nel velocizzare WordPress è rappresentato dalle immagini: non hai idea di quante migliorie si possano praticare e quali effetti benefici abbiano su prestazioni, SEO e conversioni.

Cominciamo:

  1. carica file “leggeri”: mai più di 30 Kb, ma se puoi tieniti sotto i 15/10 Kb.
  2. Se un’immagine è pesante, semplicemente perché è troppo grande, rimpiccioliscila: non sarà altrettanto bella ma alla vita non si può chiedere tutto.
  3. Il formato ha la sua importanza: se si tratta di una vera e propria “foto”, piena di colori e dettagli, usa l’estensione JPG con riduzione della qualità pari al 60/70%.
  4. Al contrario, se l’immagine è “piatta”, priva di sfumature, in bianco e nero o in scala di grigi, o comunque ha un ridotto spettro cromatico, preferisci invece il PNG-8. Un esempio? Guarda lo screenshot a seguire: nel primo formato il peso è di circa 30 Kb, nel secondo meno di 7 Kb.

Scelta del formato immagine per velocizzare WordPress

Ricorda inoltre di non praticare mai il ridimensionamento tramite i comandi HTML, ma limita le dimensioni attraverso un editor grafico (ce n’è anche uno integrato in WordPress). E non pubblicare immagini prive di attributi “width” e “height”, altrimenti costringi il browser a calcolarne le proporzioni (operazione che non favorisce affatto il velocizzare WordPress).

Il social sharing costa caro!

Se osservi bene il tuo blog noterai un certo “lag” nel caricamento delle pagine dove sono presenti widget sociali: i pulsanti di condivisione di Twitter e Linkedin, i box di Facebook e Google+ con le faccine sorridenti dei tuoi amici, i coloratissimi riquadri di Pinterest.

Se davvero vuoi velocizzare WordPress devi considerare loro i tuoi più grandi avversari, ed il perché è scontato: per visualizzare profili, statistiche ed avatar il browser è costretto a consultare numerosi link remoti, il più delle volte lenti perché sottoposti ad un carico di lavoro enorme.

Per porre rimedio a questo inconveniente hai a disposizione tre soluzioni, dalla più soft a quella radicale:

  1. usa i plugin che adottano il caricamento “asincrono” (qui trovi un esempio: https://developers.google.com/+/web/+1button/?hl=it).
  2. Evita di richiamare nella stessa pagina due script riservati al medesimo canale; questo accade generalmente quando, oltre ai tasti di condivisione presenti sul fianco o in calce ad un post, è presente un “badge” nella sidebar o a piè di pagina. La soluzione è relativamente semplice, ma richiede un minimo di competenza tecnica.
  3. Fai uno screenshot ad ogni box di Facebook, Google+ & Co., quindi usa le immagini che hai appena prodotto in sostituzione dei badge, avendo cura di inserire su ciascuna di esse un link ai rispettivi canali: l’effetto grafico è identico all’originale, anche se per diventare tuoi follower o liker i visitatori dovranno praticare un click in più. Ma saranno ben contenti di farlo, visto che è per una buona causa.

È tutto; se desideri possiamo restare in contatto. Anche solo per farmi sapere com’è andata e di quanto sei riuscito a velocizzare WordPress.

Creare un blog | Aziendale, WordPress, Joomla

Creare un blog di successo, aziendale o con WordPress o Joomla, è un’impresa per pochi? Sì, ma con questa guida sarà tutto più facile.

C’è gente che per creare un blog venderebbe un cugino, per poi abbandonarlo nel giro di pochi mesi (il blog, non il parente). Ma ci sono anche persone che per gioco lanciano un sito personale e si ritrovano con una fonte di guadagno così ricca che finiscono per cambiare mestiere.

Creare un blog che spacca

Proprio di questo parlavamo con un amico qualche tempo fa. Dopo una lunga chat su Skype eravamo arrivati ad una conclusione pienamente condivisa: con l’attività di blogger c’è di che vivere bene, con piene soddisfazioni umane ed economiche. A patto di fare le cose con un po’ di sale in zucca. Cioè di creare un blog come si deve, indipendentemente che si basi su WordPress o Joomla, e che sia personale o aziendale.

È allora che m’è venuto in mente di scrivere una guida per chi voglia ricavare dal Web notorietà e qualche soldo. Una raccolta di accortezze e trucchi avanzati che l’esperienza e notti insonni – passate a scrivere e a smanettare col codice – mi hanno insegnato.

Queste secondo me le tappe fondamentali per creare un blog vincente, capace di generare traffico consistente e soddisfacenti profitti:

  1. Pensare in grande ed evitare errori in partenza.
  2. Individuare il miglior hosting.
  3. Scegliere ed installare la piattaforma di pubblicazione.
  4. Rispettare i requisiti del blog aziendale.
  5. Praticare un po’ di SEO e di SMO.
  6. Divulgare i contenuti.

Creare un blog: partire col piede giusto.

Tranquillo: non ho alcuna intenzione di sfiduciarti con avvertimenti e moniti prima ancora di darti suggerimenti su come creare un blog.

Piuttosto vediamo di alleggerirci il lavoro sfatando subito un pacchianissimo luogo comune: non è affatto vero che nel creare un blog ci si debba preparare a scrivere diverse ore al giorno, tutti i giorni e per l’intera esistenza. Che tu ci creda o no, un post al mese è più che sufficiente.

È invece indispensabile che al momento del lancio sul sito siano già presenti cinque o sei contenuti, non di più. La cosa piacerà a Google, che si convincerà che stiamo facendo sul serio e ci tratterà con un certo riguardo.

Forse ti stai chiedendo: come faccio a creare un blog online e ad impedire – fino a che non sarà pronto – che Google ed i suoi bot se ne accorgano? Ci sono diversi modi, ma tu non fasciarti la testa e le cose complicate lasciale agli sviluppatori.

La via più semplice ed efficace è quella di compilare un file di testo che imponga agli spider di non indicizzare alcuna pagina, home compresa. Con un editor (Word, ad esempio) incolla le seguenti righe in un nuovo documento, quindi salvalo col nome robots.txt e caricalo via FTP nella root del sito (cioè nella directory principale):

User-agent: *
Disallow: /

Solo quando sarai sicuro di poter esordire elimina il file “robots” e metti in pratica le elementari prassi SEO per creare un blog come si deve:

  1. Crea una sitemap in formato xml (qualunque CMS dispone di plugin che la elabora automaticamente).
  2. Attiva un account su Google Analytics ed uno su Webmaster Tools – dove pubblicherai la sitemap.
  3. Effettua un’analisi del grado di ottimizzazione (Search Engine Optimization) con uno qualsiasi dei tool disponibili (su handergy.com c’è quello che ho sviluppato io).

Scegli l’hosting giusto per creare un blog performante.

Nel creare un blog il fattore velocità di caricamento è determinante: è qui la differenza tra pagine ben posizionate sui motori di ricerca e caratterizzate da un ridotto tasso di rimbalzo, ed altre che invece non se le fila nessuno e dalle quali tutti scappano a gambe levate.

Senza perderci in chiacchiere, questi sono i migliori hosting per rapporto performance / prezzi:

:: Siteground.com : a meno di 3 Euro al mese offrono tutto per creare un blog, ma proprio tutto (dominio, email infinite, traffico altrettanto, l’insostituibile e amichevole cPanel, etc.). Se si propende per il piano immediatamente superiore, chiamato GrowBig (6 Euro / mese), oltre la possibilità di attivare un numero illimitato di domini Internet (da acquistarsi ovviamente a parte, dal secondo in poi) viene offerta quella di impostare tre tipi di cache (statica e dinamica) dall’eccellente efficacia: questo blog poggia su SiteGround ed usa la soluzione che ho appena indicato.
In più – a semplice richiesta – si può scegliere un server europeo (ad Amsterdam, crocevia delle maggiori portanti IP, e quindi agevolmente raggiungibile da tutto il mondo).

:: Bluehost.com : a 3,70 Euro / mese l’hosting americano garantisce gli stessi servizi (tranne la “SuperCache” e la dislocazione europea), e le prestazioni sono sufficienti a creare un blog “pronto” (per quanto non sono di fatto paragonabili a quelle di cui gode WOM!SEO).
In termini di assistenza siamo quasi ai livelli della soluzione precedente: i tempi di intervento del customer care raramente superano i 15 minuti.

Creare un blog WordPress, Joomla o altro?

Anche qui lascia stare, non sprechiamo tempo: WordPress è fuori di dubbio il migliore fra i content management system, cioè tra le piattaforme destinate a gestire online testi, video e immagini.

Per creare un blog, poi, WordPress è insuperabile: è più leggero e veloce dei concorrenti, è il più apprezzato da aziende e privati, ed è frequentemente aggiornato dagli sviluppatori (che contribuiscono quotidianamente a creare ottime estensioni, quasi tutte gratuite).

Joomla resta ancora una buona scelta, ma ho ragione di credere che di qui a qualche anno cederà definitivamente il passo.

In realtà di soluzioni per creare blog ne esistono numerose, e fra quelle ad esempio c’è Drupal. Ma sono più che altro destinate a chi abbia esigenze particolari, o a chi desideri farsi del male.

Creare un blog aziendale.

Creare un blog aziendale è questione tutt’altro che semplice. Ed il più grosso problema che si trova a dover affrontare il responsabile marketing è scegliere tra un blog interno al sito principale, oppure esterno. La decisione non è per nulla scontata.

In linea di massima con i miei clienti mi regolo in questo modo:

  1. Se il sito aziendale non ha un negozio, o ne ha uno ma non ben ottimizzato sotto il profilo SEO, è bene creare un blog interno (in un sottodominio o in una directory).
  2. Se si tratta invece di un ecommerce che gode di un’ottima indicizzazione e che compare spesso ai primi posti delle SERP (le pagine dei risultati dei motori di ricerca) è preferibile optare per una soluzione esterna, con dominio indipendente. Ad esempio: azienda.com / blogazienda.com.
  3. Tieni inoltre presente che creare un blog integrato nel sito di rappresentanza di un’impresa o di un prodotto significa legarsi a modalità di comunicazione strettamente coerenti con quelle aziendali. Il che si traduce in minore libertà, maggiori tempi di pubblicazione, ridotta efficacia.

Per l’azienda vanno bene i piani avanzati degli hosting citati in precedenza, a meno che non si preveda un traffico davvero notevole (oltre i cinquemila visitatori al giorno).

Creare un blog guardando a SEO e SMO.

Per la SEO i social media vanno assumendo importanza sempre maggiore. Perciò è importante non soltanto – dopo aver pensato a creare un blog – ottimizzarlo per favorire il lavoro degli spider, ma anche far sì che i contenuti siano facilmente condivisi.

La SEO, laddove ti sia deciso ad usare WordPress, gode di un gran plugin pronto a correre in tuo aiuto: Yoast. Usalo e rispetta le sue indicazioni. Ricorda inoltre di scegliere sempre – per ciascun post – un argomento molto ben definito e soprattutto ben rappresentato da una keyword univoca. Se ti va di esagerare sfoglia pure i suggerimenti in tema presenti su questo blog.

Riguardo alla SMO (Social Media Optimization) fai riferimento ad uno dei plugin che implementano i pulsanti di sharing. Anche qui puoi evitare di lambiccarti; quelli che seguono sono i migliori per funzionalità, estetica e cura del codice (li trovi su wordpress.org):

  1. Flare
  2. Digg Digg.

Quindi attiva profili personali / aziendali e pagine sui maggiori social media, e iscriviti in più gruppi che puoi: Google+, Twitter, Facebook, Linkedin (e Pinterest, se le immagini sono importanti). Attraverso questi account condividi ogni post, anche più volte al mese (su Twitter e Google+).

Se lo ritieni opportuno puoi anche utilizzare i commenti in altri blog e nei forum per far conoscere te e le tue straordinarie capacità di blogger.

Conclusioni.

Avrai sicuramente fatto caso che nell’approntare questa guida sul creare un blog mi sono tenuto lontano da dettagli tecnici, e da tutorial su installazioni e impostazioni. L’ho fatto perché ritengo che sia preferibile concentrarci su aspetti più “strategici”, e perché do in conto che tu abbia già un minimo di esperienza.

Se così non fosse sappi che mi fa sempre piacere rispondere a domande e sciogliere dubbi, laddove ne sia effettivamente in grado. Per esempio potresti chiedermi quali sono le migliori soluzioni per “monetizzare”: non è detto che ti risponda soltanto con Adsense.

Puoi usare i commenti a seguire per proporre eventuali approfondimenti o venire a trovarmi su Facebook, Twitter e Google+: tutti i miei riferimenti sono in alto a destra, appena sotto il logo di WOM!SEO.

Dimenticavo: se dopo alcuni mesi senti che qualcosa non funziona, che i conti non tornano, non spendere la tua vita per un tentativo che evidentemente non paga. Creare un blog vincente non sempre riesce al primo colpo, ma quando succede te ne accorgi subito.

Miglior hosting | WordPress, Joomla, eShop

Il miglior hosting per WordPress, Joomla ed ecommerce? Passiamo in rassegna le soluzioni dal miglior rapporto prezzo/prestazioni e decretiamo un vincitore.

Si fa presto a dire miglior hosting! Tu quale preferisci: quello davvero economico o quello più efficiente? Hai intenzione di aprire un blog oppure un eShop? Vuoi che sia sicuro e a prova di hacker, o sarai tu a prenderti la briga di effettuare con costanza backup periodici?

Qual è il miglior hosting?

Col Web ci combatto da un po’: ho avuto un blog personale che è arrivato a registrare mille mila visite al giorno, sviluppo e gestisco siti per conto di clienti, ancora ho il piacere di lavorare con Google Analytics e Google Webmaster Tool, e sempre per lavoro mi tocca quotidianamente misurare le prestazioni di diverse pagine Internet attraverso Google Page Speed.

Insomma: pur non essendo di estrazione “tecnica” credo di poter esprimere un’opinione fondata sulle soluzioni adatte alle più diffuse esigenze, e di poter stilare un breve ma sincero elenco dei migliori hosting per ciascuna circostanza tipo. Se non altro ci provo.

Miglior hosting WordPress e Joomla.

:: WPengine.com – Se per miglior hosting ci riferiamo a quello che garantisce performance superiori mi viene subito da pensare a questi furbacchioni statunitensi, con sede in Texas.

Hanno studiato un sistema “gestito” di WordPress che prevede in partenza l’attivazione di una cache particolarmente battagliera: loro risparmiano in risorse hardware e sul consumo di banda, tu puoi stare certo che il tuo blog sarà davvero stabile e veloce.

Unico difetto il prezzo, prossimo a quello dei Virtual Private Server di base: l’alternativa più economica costa la bellezza di 29 Dollari al mese e prevede una sola installazione di WordPress, 10 GB di spazio ed il limite di 25.000 visite mensili (davvero pochine se sei un tipo ambizioso).

Vanta clienti mica male, tipo HTC o Foursquare. E tutto sommato a quel costo la configurazione comprende l’indispensabile. Ma non azzardarti a chiedere IP dedicati o WP Multisite, perché allora meno di mille Dollari l’anno non spenderai.

Dimenticavo: uno dei miei siti è gestito da WPengine, e non posso certamente lamentarmi.

:: Bluehost.comÈ il miglior hosting secondo WordPress.org, e già questo è un gran bel biglietto da visita. Ma si sa: spesso chi consiglia può essere legittimamente interessato, ed in quello come nel mio caso ho ragione di credere che la regola trovi conferma.

Ciò non toglie che Bluehost abbia un piano “entry level” invidiabile, con dentro tutto ma proprio tutto per mettere su un gran bel blog: spazio illimitato, come il trasferimento dati, le email, i database MySql e via dicendo.

Il costo? Molto contenuto: appena 4,95 Dollari al mese e con la possibilità di montare sul server condiviso quanti siti vuoi, senza riserve, se non quelle che possono derivare dal costo dei nomi di dominio (da acquistarsi a parte dopo il primo, che invece è compreso nel prezzo).

:: Siteground.com – È il mio preferito, cioè secondo me è il miglior hosting condiviso per metterci su un blog: hanno un customer care che risolve, di giorno o di notte, qualunque inconveniente in pochi istanti.

E per “qualunque” problema intendo proprio qualsiasi: sono pronti a supportarti anche nell’installazione di WordPress o Joomla, e se ti riesce bene l’espressione da anima in pena sono anche disposti ad intervenire su errori di configurazione di un plugin o di un template.

Il prezzo della soluzione di base è eccellente: 3,95 Dollari, onnicomprensivi (tranne l’installazione di più siti, opzione prevista in un piano tariffario di poco più caro). Ma grazie ad un “trucchetto” (di cui ti parlo alla fine di questo post) puoi spendere ancora meno (molto meno, ma solo per il primo anno).

Difetti? Io che li conosco bene (ho fatto ospitare dall’azienda nordamericana moltissimi dei mie siti e di quelli dei clienti) so che ci sono: hanno un marketing un po’ invadente (ma non aggressivo), che ti spinge con facilità ad acquistare upgrade (non necessari, tranne per specifiche esigenze); le performance sono buone a patto di non complicare eccessivamente la configurazione dei CMS; l’eccellente rapporto tra qualità e prezzo vale solo per l’hosting condiviso, e si indebolisce nel passaggio ai VPS ed ai server dedicati. Per i quali lo scettro di miglior hosting passa ad altri.

Gli hosting italiani.

Non sto a dirti perché e per come non nutro devozione nei confronti delle soluzioni italiane. Ma anche nel Bel Paese c’è qualcuno che sa e vuol lavorare bene. Ad esempio mi sentirei di suggerire ServerPlan.com come miglior hosting, per la serietà del titolare e del suo team. Serietà che però io ho sperimentato soltanto con i sistemi avanzati (server dedicati e VPS).

Alcuni dei mei clienti hanno incontrato difficoltà con Artera, in particolare a causa dei tempi medi di intervento del customer care e delle politiche di marketing, che definire “energiche” è un eufemismo. Ma non per questo mi sentirei di sconsigliarla.

Aruba infine non mi piace, ma è forse soltanto una questione di pelle: la struttura del sito commerciale è vecchia e farraginosa; molte feature che i concorrenti offrono comprese nel prezzo qui sono opzionali; anche in questo caso l’help desk non pare disposto a bruciare gli pneumatici per correre in tuo aiuto.

Sono in molti a parlarne male, ma questo è un vizio della Rete: è più facile che nei forum e sui social media qualcuno si lamenti, e non che altri si prendano piuttosto la briga di condividere esperienze positive e complimenti. Condannare “il peggiore” viene spontaneo dopo arrabbiature, meno incoronare come miglior hosting quello che eroga un servizio all’altezza delle aspettative.

Miglior hosting per gli ecommerce

Se il tuo sogno è fare soldi con un negozio online sarà meglio non fermarti ai miei consigli: troppo importante il tuo destino lavorativo per fidarti soltanto di una voce (per quanto tremendamente autorevole e schietta come la mia).

Però prendi comunque per buoni alcuni consigli: se hai intenzione di vendere online i merletti che fila la nonna, o sei proprietario di un’azienda artigiana che vuol far fortuna con manufatti in legno, non cercare di partire subito in quarta. Anche per te va bene un hosting condiviso come quelli visti in precedenza, tanto più che se propendi per PayPal e non per altri sistemi di pagamento remoto non avrai neanche bisogno di certificati SSL.

Per il piccolo business va bene WordPress associato a Woocommerce, plugin sufficientemente affidabile ed intuitivo. Se il numero di prodotti in vendita è importante, e se desideri un sistema pensato per gli eShop, allora è probabilmente il caso di rivolgerti al più complicato ma potente Magento. Che però in questo caso si rivelerebbe particolarmente “pesante”, e richiederebbe risorse che anche il miglior hosting condiviso potrebbe non garantire.

Conclusioni.

Il vincente? Sì, resto dell’avviso che il miglior hosting per metter su un blog, con WordPress o Joomla, sia SiteGround. A proposito: se già hai un dominio, puoi acquistare un anno di servizio a soli 9,95 Dollari attraverso questo link. Però occhio che per l’anno successivo ritorna il prezzo ordinario.

Il vantaggio resta anche se devi comunque acquistare un nome di dominio (che comunque io suggerisco sempre di prendere su Godaddy.com): in questo caso la spesa sale a poco meno di 25 Dollari per un anno.

Se infine credi che un solo blog non ti basterà propendi per BlueHost, che come detto permette un numero “virtualmente” illimitato di installazioni di WordPress o Joomla o altri Content Management System. Perché “virtualmente? Perché le risorse riservate al primo sito vanno poi condivise con i successivi, ed è chiaro che su questa via le performance sono destinate al declino.

Ora però anziché darti altri consigli vorrei farti una domanda: secondo la tua esperienza (e non quella vissuta da altri), qual è il miglior hosting in assoluto?

Creare un sito gratis (o con 10 Euro!)

Come creare un sito gratis o a bassissimo costo: ecco le soluzioni con dominio di II livello per il tuo sito.

Creare un sito gratis (o comunque economico) è un’esigenza sempre più diffusa, e fortuna vuole che di opportunità ce ne siano molte. Ma per la formula completamente gratuita solo a condizione di accontentarsi di un dominio di terzo livello. Cos’è? Facile spiegarlo con un esempio:

  • Sito con dominio di III livello: gianni.blogger.com
  • Il dominio di II livello invece è questo: blogger.com

E così abbiamo già citato il primo e forse il più famoso servizio che consente di creare un sito gratis. Il vantaggio della piattaforma è che è semplicissima da utilizzare, e secondo l’opinione di molti è anche ben ottimizzata per la reperibilità sui motori di ricerca (non fosse altro perché è di Google). La personalizzazione è legata ai tool ed ai (pochi) template offerti. Non viene mostrata pubblicità di terze parti, ed è possibile inserire i propri banner Adsense.

Sempre di Google è “Sites”, soluzione oramai in declino.

Con Godaddy creare un sito gratis (quasi) è possibile

In continua crescita, invece, è la formula per creare un sito gratis proposta da WordPress.com: basta iscriversi e scegliere il nome di sotto dominio. L’interfaccia è del tutto simile al CMS frequentemente utilizzato per creare blog su hosting indipendente (ne abbiamo parlato nell’articolo Creazione e realizzazione siti SEO). Ma rispetto a quest’ultimo ha diverse limitazioni: ad esempio non si possono installare le migliaia di plugin e di temi sviluppati dagli utenti. Inoltre non sono consentite le inserzioni pubblicitarie.

Meno conosciuto ma molto amato dai motori di ricerca è Tumblr.com. Per quel poco che l’ho usato ho potuto saggiare l’efficienza e la semplicità. Gli spazi Web creati su Tumblr sono inoltre esteticamente efficaci, e con un pizzico di applicazione possono essere pubblicati i codici di Adsense.

Non si può non far rientrare in questo elenco Altervista: pare che i siti aperti fino ad oggi siano quasi 1.800.000 (in continua crescita). Si tratta di una soluzione “storica”, molto nota in Italia, che vanta una grande community di estimatori. Non credo possa rendere tanto, ma è comunque offerta l’opzione di mostrare banner di terze parti per guadagnare con il proprio blog. In ogni caso è una delle alternative per creare un sito gratis più praticate.

E se volessi creare un sito con dominio di secondo livello a basso costo?

Se si rinuncia all’idea di creare un sito gratis, e si vuol disporre di uno spazio Internet affidabile, relativamente veloce, full featured e con dominio “indipendente” bisogna propendere per l’hosting condiviso. In Italia e nel mondo di alternative c’è ampia scelta, ma bisogna fare attenzione agli specchietti per le allodole.

Un esempio è Aruba: il listino Easy costa “soltanto” 50 Euro l’anno. Ma basta poco per scoprire che per godere di tutte le funzioni di un signor sito è necessario poi acquistare (per pochi Euro in più, ma tant’è) servizi ulteriori.

Piuttosto a questi prezzi (e anche meno) chi non vuole creare un sito gratis ma solido e veloce può rivolgersi a Siteground.com o Bluehost.com, che offrono “tutto” e vantano un customer care formidabile: normalmente risolvono qualunque problema in meno di 5 minuti.

Siamo al dunque: è possibile spendere 10 Euro l’anno per creare un sito con i fiocchi (e con un dominio di II livello)? La risposta è sì.

L’operazione non è immediata, ma è abbastanza semplice. Si registra prima il dominio, magari tramite un operatore stranoto ed affidabile come Godaddy.com.

Di solito l’estensione .com costa 10 / 13 Dollari, che al cambio di oggi è pari a poco più di 8/10 Euro. In più il provider nordamericano in genere regala (occhio: per un solo anno!) l’estensione .info.

Fatto questo si mette su il blog con una delle alternative freeware e gli si puntano sopra i DNS del dominio. Attenzione però: non tutte le soluzioni citate in precedenza vanno bene. Ad esempio WordPress richiede un esborso pari a 13 Dollari per “mappare” il nome personalizzato (è più economico l’acquisto del nome di dominio!). La scelta dovrebbe dunque cadere su Blogger o Tumblr.

Peraltro grazie a questo articolo scopro ora che Blogger permette l’acquisto dell’indirizzo Internet proprio tramite le sue pagine, ad un prezzo conveniente (10 Dollari) ma con in più una caratteristica interessante: la registrazione privata, per proteggersi dallo spam. L’opzione viene in genere offerta ad un costo equivalente al nome di dominio.

Compiuta l’operazione sarà sufficiente puntare da Godaddy i DNS della URL registrata verso il proprio spazio su Blogger, e completare la procedura accedendo alle impostazioni di quest’ultimo. Entrati nella sezione configurazioni si dovrà selezionare dal menu a sinistra “Impostazioni di base”.

In definitiva: ci vuol davvero poco per creare un sito gratis dall’aspetto professionale. O quasi gratis.

Creazione e realizzazione siti SEO

Realizzare siti per un buon posizionamento sulla long tail non è difficile: Joomla e WordPress si prestano facilmente alla realizzazione siti WEB – SEO.

Come progettare, creare e realizzare siti Web

Una delle chiavi di ricerca più praticate dai naviganti è “realizzazioni siti“: Google sostiene che in Italia siano oltre 90.000 le persone che ogni mese cercano l’accoppiata di termini. Vuol dire – deduco – che siano in molti coloro che desiderano concedersi uno spazio su Internet per passione o per lavoro.

Aprire un blog che abbia anche un aspetto professionale non è più cosa esclusiva degli addetti ai lavori: con soluzioni di personal publishing come Joomla o WordPress sono sufficienti alcune orette ed un po’ di applicazione. Se si desidera anche una buona ottimizzazione e si aspira alla Long tail le cose non cambiano poi di molto, a condizione di non aspettarsi la Luna.

Le regole per realizzare siti SEO non sono molte.

Vediamo quali sono – a detta degli esperti – i passi da affrontare per ritagliarsi uno spazio su Internet ben visibile dai motori di ricerca:

  1. Scelta del dominio
  2. Scelta della piattaforma di pubblicazione
  3. Individuazione di un buon tema
  4. Ottimizzazione della home page
  5. Creazione della landing page
  6. Link building

Scelta del dominio

Checché se ne dica sia l’estensione (BigG pare preferisca ancora .com, .net e .org) che il nome identificativo del blog sono probabilmente gli elementi essenziali per un buon Search engine optimization.

Si dovrà dunque cercare di dare un battesimo il più conforme e coerente con i contenuti che si desidera pubblicare. Difficilmente troveremo soluzioni di un’unica parola, ma questo non rappresenta un particolare problema: sarà sufficiente individuare un’espressione composta, che contenga la keyword di nostro interesse. Se ad esempio nel sito parleremo di panini, potremmo acquistare uno spazio chiamato “paniniimbottiti“.

Piuttosto svelo un segreto (di pulcinella): più lungo sarà il periodo prenotazione del nome di dominio più ampie saranno le possibilità che i motori concedano credito e visibilità.

Quale piattaforma di personal publishing? Di questo ne abbiamo già parlato: dopo aver usato Joomla e WordPress per anni la mia scelta è definitivamente – salvo ravvedimenti futuri – andata al secondo, per diverse ragioni che non ripeterò in questa occasione.

Il tema è importantissimo!

Per quanti sforzi vorremo fare per la realizzazione siti Internet ben ottimizzati, l’interfaccia di cui doteremo WordPress (o Joomla) riveste un ruolo essenziale: dovremo propendere per una soluzione leggera, dalla buona struttura HTML, priva (il più possibile) di fronzoli: script, Flash ed estensioni. Particolare attenzione si dovrà riservare al markup (ad esempio i tag H1, H2, H3 dovranno avere il giusto ordine), ed il codice dovrà essere “pulito”.

Anche per quest’ultimo punto offro un suggerimento “segreto”. In genere di ogni tema viene offerta una demo online, che dovrebbe corrispondere in linea di massima al’aspetto del nostro futuro blog. Bene: sarà sufficiente sottoporre ad un’analisi automatica la versione dimostrativa proposta per sapere a cosa andiamo incontro. Un soddisfacente strumento di approfondita valutazione è proposto da Power Mapper.

Aggiornamento – Dimenticavo una cosa importante: il tema deve essere “responsive”, ovvero capace di adattarsi automaticamente a qualunque terminale, in specie gli smartphone.

Impostazione della home.

La home page è l’indice di tutti i contenuti che pubblicheremo, la prima che verrà sottoposta ad esame da Google, Bing e Yahoo. Va curata con grande attenzione. Gli estremisti del SEO vi suggerirebbero di limitare al minimo i widget, spostando quelli indispensabili nel “footer”, e persino di portare qui il menu. Non è necessario, a mio avviso, arrivare a questi livelli di ottimizzazione; tanto più che a soffrirne sarebbe la navigazione dei lettori.

Piuttosto si dovrebbe fare attenzione a che non ci sia un’esagerata presenza delle parole chiavi principali, ed in specie quelle utilizzate per il nome di dominio. Per scongiurare il key stuffing corre in nostro aiuto un altro validissimo strumento: Keyword Density Tool. Qual è la massima densità delle key? Nessuno lo sa, ma basterà confrontarsi con la concorrenza per scoprirlo (il link appena fornito aiuta anche in questo: eccellente, no?).

Landing page e link building.

Le regolette appena suggerite valgono anche per la “pagina di atterraggio“, quella cioè che dovremo crare ad hoc per mettere bene in evidenza la nostra parola d’oro, quella per cui vorremmo salire in vetta a tutte le SERP.

Qui, più che sulla home page, dovremo cercare di far puntare il più grande numero di link in entrata. Come fare? Bisogna passare all’ultima ma importantissima tappa della messa in opera del nostro blog: il link building.

Chi e perché dovrebbe linkarci? Amici, parenti, ma anche forum e riferimenti Web nei quali cercheremo di metterci in evidenza. Un commento qui e là in calce a post esterni, la firma nei profili delle community, Facebook, Twitter e Google+: sono tutte occasioni preziosissime per farci conoscere anche da persone con cui non abbiamo rapporti di parentela.

Bene, credo sia tutto. In realtà ci sarebbero altri passaggi importanti, come la creazione di una mappa XML da inviare a Google e Bing, una HTML da mostrare in locale, l’inserimento dei breadcrumbs e via di altri marchingegni. Di questi, però, sarà bene parlare in un’altra occasione.

Intanto chi voglia non abbia timore di chiedere ulteriori suggerimenti o informazioni attraverso i commenti. Comunque “in bocca al SEO” per tutti nella realizzazione siti.

Plugin WordPress SEO il migliore qual è?

Plugin WordPress SEO: in molti si chiedono quale sia il migliore. La mia scelta cade su due plugin.

In tanti si domandano quale sia il miglior plugin WordPress per il SEO. Ebbene, non esiste una risposta univoca: a mio avviso i più efficienti sono due, ma sta al blogger scegliere quale faccia più al suo caso. Intanto stiliamo un elenco delle estensioni più famose:

  • WordPress SEO by Yoast
    • Si tratta della soluzione emergente: incontra soprattutto il favore dei neofiti. Il contatore di download ha superato i due milioni.
  • All-In-One SEO
    • Certamente è il più diffuso: è stato scaricato la bellezza di 12 milioni di volte.
  • Platinum SEO Pack
    • Quasi 800mila download.
  • SEO Ultimate
    • L’hanno installato oltre 850mila blogger.

Procedo facendo una sintesi – del tutto personale – delle caratteristiche essenziali di tutti. Per poi soffermarmi sulle opzioni che ritengo superiori.

SEO Ultimate

Plugin per WordPress SEO Ultimate

Decisamente avanzato, ma capace di accompagnare con semplicità il processo di ottimizzazione dei siti, SEO Ultimate ha di recente guadagnato i Rich Snippets: basati su alcuni standard diversi, consentono di mostrare nelle SERP dei motori di ricerca la foto dell’autore del post, o le stelline di una recensione o i voti dei lettori. Esistono anche varianti Applicazioni, Eventi, Musica, Gente, Prodotti, Prezzi minimi e massimi, Ricette. Ultimate propone gli standard Twitter Cards, Schema.org, e Place snippets.

Tra i suoi punti di forza il redirect automatico nel caso in cui di un articolo sia cambiato l’indirizzo, e la possibilità di importare le impostazioni dalle configurazioni di soluzioni concorrenti eventualmente installate in precedenza. Apprezzabile – più di quanto si possa immaginare – la possibilità fornita di effettuare un downgrade nel caso in cui l’aggiornamento più recente non vada molto d’accordo col vostro sito.

Platinum SEO Pack

Plugin WordPress Platinum SEO Pack

Per avere un quadro completo delle sue caratteristiche riporto uno stralcio del listato offerto dall’autore:

  • * Redirezione 301 automatica
  • * Canonical URL
  • * Titoli, meta tag e meta description ottimizzati, con possibilità di disattivare la funzione in singoli post
  • * Generazione automatica dei TAG rilevanti
  • * Meta description dei TAG
  • * Esclusione dei duplicati
  • * Supporto per tassonomie e custom post type

All-In-One SEO

Immagine del plugin All-In-One SEO

Come abbiamo detto, questo plugin WordPress SEO è senz’altro il più diffuso. Al di là delle sue caratteristiche, avanzatissime, e della facilità d’uso, può contare su di una sperimentazione impareggiabile. Più volte ho potuto accertare che gran parte dei siti Web WordPress in cima alle classifiche dei motori di ricerca si basava su questa estensione. Viene offerta anche una versione “PRO”, commerciale, pensata più che altro per gli sviluppatori. Il costo di questa release – ho notato ora – è stato ridotto a soli 29 Dollari, ma pare sia un’offerta limitata nel tempo.

Le feature, come proposte dall’autore:

  • Google Analytics
  • Custom Post Types
  • Canonical URL “avanzate”
  • Profonda personalizzazione dei breadcrumbs
  • Built-in API
  • Integrazione nei siti di E-Commerce
  • Nonce Security
  • Supporto per le installazioni WordPress “CMS-style”
  • Automatica ottimizzazione dei titoli
  • Generazione automatica dei meta tag
  • Prevenzione duplicati
  • Configurazione predefinita per i principianti

WordPress SEO by Yoast

Uno dei due migliori plugin è WordPress SEO by Yoast

Bisogna riconoscere a Joost De Valk, autore di questo plugin, un approccio originale quanto geniale: fighissima l’idea di integrare nell’interfaccia delle impostazioni un sistema di verifica della Search Engine Optimization. Con tanto di bollino di qualità, le cui varianti cromatiche vanno dal rosso acceso (non ti filerà mai nessun motore di ricerca) al verde intenso (hai qualche speranza).

Funzionano egregiamente i Rich snippet “autore” implementati, ed è davvero efficace la sitemap automaticamente generata: contiene nativamente anche i link alle immagini, cosa che non dovrebbe sottovalutarsi.

WordPress SEO plugin: il migliore!

Stilare un bilancio – peggio: una classifica! – per questi piccoli pezzi d’arte PHP non è facile. Ecco perché mi concedo una licenza: far salire sul primo gradino del podio non uno ma due estensioni.

  • WordPress SEO by Yoast
    • Sarebbe stato il primo assoluto – tanto più che viene adottato da fior di blog come Mashable – se non fosse per due inconvenienti non da poco: succede sempre più spesso che gli aggiornamenti siano affetti da bug, anche i più impensabili (tant’è che Mashable è fermo alla versione 0.4.2!); spesso gli utenti lamentano malfunzionamenti della mappa XML del sito. C’è anche un altro “ma”, che affronto in chiusura.
  • All-In-One SEO
    • Non fa una piega, è difficile che possa fare brutte sorprese, e le sue qualità sono confortate dal parere della maggioranza. Che dire di più?

Un’ultima considerazione voglio farla sul primo dei due vincitori, più che altro per mettere in guardia i neofiti. Proprio per loro in WordPress SEO by Yoast è stato implementato il brillante sistema di analisi dell’ottimizzazione. Ma la caratteristica espone ad un pericolo serio (si fa per dire).

Mi spiego. Il modulo che si occupa delle verifiche non è capace di prendere in esame tutte le variazioni semantiche delle keyword presenti in un post, e non è persino in grado di rilevare i meta tag inseriti nelle immagini. Ciò significa che si potrebbe pensare di aver scritto un contenuto con il numero giusto delle chiavi, mentre invece la quantità supera ampiamente il limite (keyword stuffing) imposto dai search engine. Con il potenziale effetto di vedersi articolo e sito cancellati dalle SERP di tutto il mondo, con indirette conseguenze negative sulla salute fisica del blogger.

Ecco: per questo post Yoast mi dice che l’ottimizzazione va benone. Speriamo.

SEO : Joomla o WordPress nel posizionamento sui motori?

Meglio Joomla! o WordPress per il SEO e nel posizionamento sui motori di ricerca? Ecco la risposta.

SEO friendly.

Joomla! e WordPress sono le principali piattaforme Open Source disponibili gratuitamente per chi desidera metter su un blog con dominio di secondo livello. Entrambi sono considerati SEO friendly, ovvero propensi al buon posizionamento nella SERP e ben accetti dai motori di ricerca, con una leggera prevalenza a favore del secondo.

SEO friendly: quale delle due piattaforme è migliore.

Il primo ha una storia complicata (l’ho usato per anni, e dunque l’ho vissuta in prima persona): nato in seguito all’esodo di molti sviluppatori di Mambo, dal quale ha ereditato la struttura, è stato per molti anni considerato l’unico vero CMS al mondo. La grande comunità che lo ha supportato a lungo – oggi apparentemente in flessione – lo ha arricchito di “moduli” che consentono la più profonda personalizzazione di interfaccia e sistema. E – se ben usati – possono portare ad un buon SEO.

WordPress è stato pensato fin dall’origine come strumento per il “personal publishing”, ovvero per il blog. Grazie a temi sempre più elaborati, ed alla cospicua quantità di plug-in sviluppati nel tempo, può (quasi) al pari di Joomla essere impiegato come Content Management System. Ma la sua struttura resta più leggera e snella.

Dunque quale dei due strumenti ha una migliore predisposizione al SEO? Il secondo, WordPress, a condizione di non lasciarsi prendere la mano dall’installazione di moduli aggiuntivi.

Efficacia ed efficienza?

Proprio perché più “leggero”, WordPress favorisce la rapida redazione di post: la “bacheca”, così è chiamata la zona di amministrazione, è tutta concentrata sulla pubblicazione di contenuti.

Il caricamento del “backoffice” di Joomla! – che resta ben più strutturato quanto nettamente più complesso – è meno rapido. Se si considera che per molti blogger il tempo di redazione è limitato, si deduce facilmente qual è il secondo punto a favore di WordPress.

Ma allora perché Joomla! e non WordPress?

La risposta è semplice: per alcuni scopi Joomla! può risultare favorito, ed in specie quando attraverso un modulo aggiuntivo acquisisce funzioni che in WordPress non sempre possono essere importate. Ma è anche vero il contrario, oramai in molti casi.

Il SEO è importante, ma preferisco Joomla! Come migrare da WordPress?

La possibilità di migrare da una piattaforma all’altra è offerta dalla presenza di plug-in creati per questo scopo. Si parla benino di CMigrator, che consente di importare contenuti, categorie, utenti e tag da WordPress e Drupal a Joomla.

Ho personalmente provato FG Joomla! to WordPress: funziona bene, ma è necessario intervenire manualmente nella struttura dei nuovi link per uniformarli ai precedenti nella speranza di non offendere la SERP. A meno che non ci si accontenti del redirect automatico, implementata nel plug-in.

Conclusioni.

Alla fine della fiera: meglio Joomla o WordPress per il blogging e per il SEO? Il grafico riportato in alto fornisce gli indici di ricerca sul Web riferiti alle due piattaforme. Il tracciato rosso appartiene a WordPress: lo ha disegnato, assieme a quello blu, Google Trends.